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IMPIANTI PER LA MACINAZIONE DELLA BARITE

Barite Barite
Barite Barite

Manfredini & Schianchi propone soluzioni per il trattamento e la macinazione della Barite.

Grazie ad una tecnologia basata sull’iterazione di macchine di punta a marchio Manfredini & Schianchi, è possibile realizzare la macinazione della barite utilizzata a scopo petrolifero, in linea con le vigenti normative API (American Petroleum Institute), riuscendo addirittura ad sfruttare tipologie di questo minerale attualmente scartate per caratteristiche fisiche inadeguate.

La Barite

La barite è un minerale di bario (Solfato di Bario, BaSO4), con durezza medio-bassa (3 in scala Mohs) e peso specifico medio di 4,5 kg/dm3. L’utilizzo principale di questo minerale è rivolto all’industria petrolifera, nella quale viene impiegata come elemento in grado di appesantire i fanghi di trivellazione (grazie al suo elevato peso specifico) per facilitare la perforazione della crosta terrestre e raggiungere i giacimenti di petrolio.

Le attuali norme di riferimento su natura e lavorazione della barite petrolifera sono ad oggi emanate dall’API (American Petroleum Institute), e impongono precise restrizioni sul peso specifico di tale materiale, considerato determinante vista la sua funzione di appesantimento dei fanghi da perforazione, e sulla granulometria della barite macinata da utilizzare per questo tipo di applicazioni.

Attualmente, i parametri imposti sono i seguenti:

  • Peso specifico minimo: 4,2 kg/dm3
  • Residuo > 75µm: 3,0% massimo
  • Residuo < 6 µm: 30,0% massimo

Macinazione della barite

Si prendano in considerazione due campioni di barite caratterizzati da peso specifico differente (una a 4,1 kg/dm3 e una a 4,2 kg/dm3), e sottoposte a macinazione con solo mulino pendolare: al termine della macinazione, si otterrà un materiale con una granulometria estremamente fine, il cui peso specifico apparente (ossia calcolato sul materiale macinato e non su 1 dm3 di materiale ideale) sarà differente tra il tipo di barite con peso specifico iniziale di 4,1 kg/dm3 e quello con peso specifico iniziale di 4,2 kg/dm3.

Proprio questa differenza rende la barite con peso specifico iniziale di 4,1 kg/dm3 non utilizzabile al fine petrolifero. Per ovviare a questo problema e permettere lo sfruttamento delle ampissime riserve naturali di barite a peso specifico 4,1 kg/dm3, Manfredini & Schianchi propone invece la macinazione combinata basata sull’accoppiata Mulino Primario a Martelli + Mulino Pendolare Finitore, in grado di produrre un materiale con taglio granulometrico finale in completa conformità con le attuali norme API (ossia Residuo > 75µm: 3,0% massimo), ma con una distribuzione granulometrica più omogenea nelle varie frazioni.

In questo modo, macinando un tipo di barite con peso specifico 4,1 kg/dm3, si otterrà una curva granulometrica che prevede circa 12% < 10 µm e il 100% inferiore a 75 µm: il peso specifico di materiale con questa distribuzione granulometrica risulta del tutto identico a quello tipico di bariti con peso specifico iniziale di 4,2 kg/dm3 macinate con solo mulino pendolare.

L’accoppiata Mulino Primario a Martelli – Mulino pendolare finitore proposta da Manfredini & Schianchi per la barite, permette di ottenere un materiale macinato 100% < 75 µm ma con una distribuzione granulometrica più omogenea e minore presenza di materiale ultrafine, e ciò rende adatta anche la barite con peso specifico di 4,1 kg/dm3 per applicazioni nel campo petrolifero.

Barite

 

Barite 4.1 solo mulino pendolare

 
Barite 4.1 mulino primario a martelli + mulino pendolare finitore

Oltre a questo risultato, che rende potenzialmente utilizzabili grandi riserve di materie prime a tutt’oggi non sfruttate, l’utilizzo del Mulino Primario a Martelli oltre al Mulino Pendolare Finitore proposto da Manfredini & Schianchi, permette l’accettazione di materiale in alimentazione all’impianto anche in grande pezzatura (fino a 200-250 mm), ed eventualmente con impurità. Inoltre, sia nel Mulino Primario a Martelli che nel Mulino Pendolare Finitore proposti da Manfredini & Schianchi è possibile inserire dispositivi termici per la gestione di materie prime con elevati tenori di umidità.

 

I dati riportati sono indicativi e possono essere variati senza preavviso.

 


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